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Ecco il testo della lettera inviata
da Bobbio all'organizzatore del Premio "Chiavi del
sorriso". Alla sua cortese richiesta di parlare ai
giovani, mi permetta di rispondere che mi è difficile
rivolgermi oggi ai giovani dall'alto di una saggezza che
molti di loro non riconoscono più, e di cui io
stesso ho ragione di dubitare. Ho l'impressione che il
distacco fra i vecchi e i giovani si sia in questi ultimi
anni approfondito. Ci rimproverano di farli vivere in
un mondo in cui si sentono insicuri e incerti sul loro
avvenire. Hanno ragione? Non ho una risposta, ma mi pongo
la domanda. Recentemente il Rettore della nostra Università
ha condotto una inchiesta su 3000 studenti scelti in modo
che potessero rappresentare con la maggiore approssimazione
possibile l'universo dei giovani più fortunati
culturalmente e in parte anche economicamente. Dai risultati
di questa inchiesta, che ho sott'occhio, risulta chiaramente
il loro stato di disagio nei riguardi della società
in cui vivono. All'ultimo posto dei loro interessi c'è
non solo la politica, ma anche la religione. La prima
loro aspettativa è quella di avere un lavoro, e
la prima delle loro paure è quella di restare disoccupati.
Le confesso che la lettura di queste schede mi ha non
soltanto sorpreso ma anche profondamente addolorato. La
gioventù è, o almeno dovrebbe essere, l'età
delle speranze, della fiducia nella vita. Si dice troppo
spesso che i giovani di oggi sono fragili. In realtà
sono inquieti. Che cosa possiamo fare per loro? Le prediche
non servono, anzi possono confermare il loro senso di
malessere nei confronti degli anziani che non sono riusciti
a creare un mondo migliore, dove ci sia meno corruzione,
meno violenza, maggiore serietà e senso di responsabilità
nell'azione politica, più solidarietà e
più spirito di collaborazione tra le varie parti
di una società profondamente divisa. Non sono considerazioni
allegre, come Lei capisce benissimo. Ma desidero essere
sincero sino in fondo con Lei e con le persone che hanno
partecipato alla manifestazione, anche se questa sincerità
può apparire sgradevole. Ma se in una occasione
come questa non esprimessi sinceramente il mio pensiero,
mi parrebbe di tradire la fiducia che in me avete riposto
e di cui ancora vi ringrazio con la più viva cordialità.
- NORBERTO BOBBIO
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