Noi,
riuniti ad Assisi per il 64° convegno giovani (27-30
dicembre 2009), promosso dalla Pro Civitate Cristiana,
dal titolo " Il Sasso nell'acqua", dopo tre
giorni di dibattiti e di confronto sul tema dell'acqua,
desideriamo lanciare un nostro messaggio.
Noi
crediamo che l 'acqua è vita! La vita nasce dall'acqua:
l'acqua è il cuore stesso della vita. L'uomo
è acqua che cammina, che pensa.
Per
questo noi affermiamo che l'acqua è un diritto
fondamentale dell'umanità, come ribadito da Benedetto
XVI, nella sua enciclica "Caritas in veritate",
che proclama l'accesso all'acqua "come diritto
universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni
né discriminazioni".
Noi
affermiamo che l'acqua è essenziale per la vita
di ogni uomo e di tutti gli esseri viventi. L'uomo è
custode delle risorse idriche, che devono essere garantite
a tutte le creature. A tutte le donne e a tutti gli
uomini devono essere assicurati l'accesso all'acqua
e la quantità utile a garantirne la vita di almeno
50 litri al giorno, come sancito dall'ONU. La mancanza
di accesso all'acqua provoca vittime in tutto il mondo.
Noi
affermiamo che l'acqua è un diritto delle generazioni
future. L'acqua è una risorsa limitata. Solo
una minima parte dell'acqua del pianeta è dolce
e la maggior parte è contenuta nei ghiacciai,
oggi sotto minaccia di sparire per il surriscaldamento
terrestre. L'acqua non deve essere sprecata e va preservata
nella sua qualità. L'acqua disponibile deve essere
gestita in modo equilibrato, anche a garanzia delle
generazioni future.
Noi
affermiamo, proprio qui dalla città di Francesco,
uomo di Pace, che l'accaparramento delle risorse idriche
genera conflitti e che le future guerre verranno combattute
per l'acqua. Noi affermiamo che la gestione pubblica
dell'acqua è fonte di democrazia e garanzia di
pace tra i popoli.
Noi
affermiamo che le politiche dell'acqua devono essere
improntate al rispetto dei principi enunciati e cioè
devono scegliere la via della gestione pubblica delle
risorse idriche; devono sottrarre l'acqua alle leggi
del mercato e del profitto, a livello locale, nazionale
e globale, anteponendo alle pressioni delle multinazionali
il grido dei poveri.
Per
questo noi condanniamo la decisione del Parlamento Italiano
del 19/11/09 di privatizzare l'acqua: è un atto
gravissimo che noi riteniamo immorale.
Per
questo noi chiediamo che l'acqua rimanga gestita esclusivamente
e direttamente dalle comunità locali, che hanno
da sempre diritto di garantirne la distribuzione per
tutti al costo più basso possibile.
Per
questo noi chiediamo a tutti i cittadini italiani di
sollecitare la convocazione del Consiglio Comunale per
dichiarare l'acqua un bene di non rilevanza economica
e aprire così la strada alla gestione pubblica
diretta da parte dei comuni, escludendo la SPA tra i
modelli di gestione dell'acqua.
Noi chiediamo al Governo italiano di escludere l'acqua
dall'art.15 166/09 e di riconoscere l'acqua come diritto
fondamentale degli esseri viventi.
Noi
chiediamo a tutte le confessioni religiose e particolarmente
alla CEI una presa di posizione chiara sull'acqua.
Noi
chiediamo alla società civile di compattarsi
per un sempre maggiore impegno nella difesa del diritto
all'acqua.
Diamoci
tutti da fare per salvare Sorella Acqua.
Assisi
30/12/2009